"Dal libro "Bettola e la valle del Nure" Edito da: "Il Ponte Vecchi"
Prof. Giuseppe Marchetti
Torrente Perino
Il territorio della comunità di Calenzano, comprensivo degli abitati di Calenzano Fondo, Zini, Piccoli, Palazzo Gulieri, Samboseto, Castello di Erbia, corrisponde ad una sorta di altopiano, profondamente inciso dal T. Perino. Gli abitati sono affacciati a balcone sul versante destro ed il torrente, in epoche geologicamente recenti, si è profondamente infossato all'interno di detto altopiano.
Parte integrante di questo altopiano è il Monte Osero (m 1300) che, con sommità posta a circa Km. 2 a est di Calenzano, ne costituisce un maggior rilevo. L'intera area, scolpita nella formazione dei " Calcari di Rigolo" è caratterizzata da una potente successione di strati e banchi di marne e calcari marnosi, particolarmente duri e resistenti ai processi di degradazione meteorica. E' per questo motivo che l'incisione operata dal torrente Perino presenta, in zona, in modo molto evidente, caratteri di valle giovanile, con profilo a "V", ad aste molto ravvicinate. Verso valle, ossia verso nord, detti calcari vengono a contatto con la "Formazione di Val Luretta" di natura più prettamente arenaceo-calcareo-marnosa. Su questa formazione, intrinsecamente più franosa, sono collocati su antichi corpi di frane gli abitati di Verogna e di Villanova. La "Formazione di Val Luretta" ospita in zona le "Miniere di marne di cemento" tuttora attive.
Percorrendo il fondovalle del torrente, a partire da Calenzano, è possibile osservare una vasta gamma di fenomeni geologici e geomorfologici molto spettacolari: la potente e molto evidente stratificazione dei "Calcari di Rigolo", la presenza di una successione di cascate di varia entità, di faglie, di tipiche forre, di testimonianze di fenomeni carsici (cunicoli, concrezioni travertinose, talora con aspetto di incipienti stalattili), di vari tipi di strutture sedimentarie, di impronte di organismi e, in particolare, di stupendi esempi di "Caldaie di evorsione" o "Marmitte dei Giganti", che nulla hanno da invidiare rispetto alle analoghe famose forme di torrenti alpini.
Affascinante e di notevole valore scientifico è poi la presenza di particolari strutture cilindriche, che ricordano tronchi fossili, disposte ortogonalmente alle superfici di strato; anche se ancora necessitano di specifiche determinazioni, non si esclude potersi trattare di tracce fossili ricollegabili a rudiste.
Puntando lo sguardo verso occidente, ossia in sinistra del torrente, è infine possibile osservare, in termini assai eloquenti, il grande accavallamento tettonico sulla formazione dei "Calcari di Rigolo"
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